Scavi di Pompei: prenotazione biglietti

Scavi di Pompei – Prenotazione biglietti d’ingresso – Biglietto valido per un’intera giornata

Orari di Apertura
Dal 1 aprile al 31 ottobre – dalle 9,00 alle 19,30
Dal 1 novembre al 31marzo – dalle 9,00 alle 17,00.
Ultimo ingresso 1 ora e 30 minuti prima della chiusura del sito archeologico.

APERTO: tutti i giorni eccetto 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Ogni prima domenica del mese, l’ingresso é gratuito al sito per tutti i visitatori secondo gli orari ordinari di apertura.

Biglietti interi: 15,00 euro più eventuale supplemento obbligatorio previsto per mostre temporanee.
(Il Prezzo comprende il diritto di prenotazione on line 3,00 euro a biglietto).
Biglietto ridotto: cittadini Unione Europea tra i 18 e i 25 anni muniti di documento di identità.
Biglietto gratuito: Minori di 18 anni in possesso di documento di identità.
Bambini da 0 a 4 anni sono gratuiti e non necessitano di alcuna prenotazione.

Per prenotazioni GRUPPI oltre i 10 partecipanti, contattare il numero 041/975075 o scrivere una email a reservations@felicitytravel.eu

Bambini da 0 a 4 anni non ancora compiuti sono completamente gratuiti e non necessitano di alcuna prenotazione.


Pompei: la città sepolta
Gli scavi di Pompei costituiscono una straordinaria testimonianza del mondo antico grazie allo stato di conservazione della città che è rimasta quasi intatta dopo l’eruzione del Vesuvio che avvenne nel 79 d.C. Tra il VII e il VI secolo a.C. la città di Pompei fu interessata da un vasto insediamento indigeno in quanto la città sfruttava due importanti vie di comunicazione che facilitavano gli scambi commerciali. Nel corso dei secoli la città di Pompei passò sotto il controllo di Sanniti e di altri popoli. A partire dalla metà del ‘700, grazie agli scavi voluti dai Borbone, venne riportata alla luce la città di Pompei restituendoci un quadro abbastanza completo della vita quotidiana in età romana. Adesso si possono nuovamente ammirare le strade più importanti di Pompei sulle quali si affacciavano le case e le botteghe più conosciute e i monumenti pubblici più famosi, come il celebre anfiteatro.

Cenni sugli scavi archeologici di Pompei:
I primi scavi eseguiti nell’area pompeiana risalgono al 1748 per volere di Carlo III di Borbone a seguito dei ritrovamenti di Ercolano.
Gli scavi vennero seguiti da Rocque Joaquin de Alcubierre che riportò alla luce diverse monete e oggetti di epoca romana, ma de Alcubierre pensava di essere sulle tracce dell’antica Stabiae. Gli scavi si interruppero in quanto i ritrovamenti risultavano molto scarsi. I lavori ripresero nel 1754 e nel 1763 venne rinvenuta l’epigrafe che parlava della Res Publica Pompeianorum e da qui si intuì che l’antica città era la famosa Pompei. Nel corso dei lavori, venne riportata alla luce gran parte della città, come la zona dei teatri, il Tempio di Iside, il Foro Triangolare e diverse necropoli. Sotto il dominio della Famiglia Murat, gli scavi di Pompei godettero di grandissima fortuna grazie alla riscoperta la Porta Ercolano e questo aumentò enormemente la fama di Pompei, tanto da diventare una tappa obbligatoria del Gran Tour. Dopo la Famiglia Murat tornarono al potere i Borbone e le rovine di questa antica città vennero usate solamente come posto da far visitare agli ospiti della corte. Nel 1870 fu redatta la prima mappa dell’intera area pompeiana per mostrare com’era l’antica città prima della distruzione causata dall’eruzione del Vesuvio. Nel XX secolo furono portati a termini moltissimi scavi nei pressi di Porta Ercolano e vennero restaurati molti edifici esistenti. Nel 1980 l’area pompeiana venne gravemente danneggiata da un terremoto violentissimo, ma gli scavi continuarono a proseguire.

L’area archeologica di Pompei oggi

Nel 1997 l’area archeologica di Pompei entrò a far parte della World Heritage List dall’UNESCO diventando così Patrimonio dell’Umanità. Nel 2010, per salvaguardare gli scavi, stanziò un finanziamento, ma purtroppo durante dei lavori di ristrutturazione si verificarono altri crolli. Il ritrovamento di notevoli reperti fa sì che oggi si possano comprendere nel profondo gli usi, i consumi e l’arte di oltre due millenni fa. Oggi l’area archeologica di Pompei è gestita dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici.

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